SCARPA SABOT SABOT SCARPA DONNA FRAU 93L0 PELLE ACCIAIO 3a709e

SCARPA SABOT SABOT SCARPA DONNA FRAU 93L0 PELLE ACCIAIO 3a709e

Una famiglia

Condizione:
Nuovo con scatola: Oggetto nuovo, non usato e non indossato, nella confezione originale (scatola o borsa) e/o con ... Maggiori informazionisulla condizione
Altezza tacco: Piatto (Meno di 1,3 cm)
Marca: FRAU MPN: 93L0
Colore esatto: ARGENTO Colore principale: ARGENTO
Materiale: PELLE
Davanti a tutta quella lunga fila di teste, sgranate come semi di rosario, era la famiglia;
o meglio: quel che rimaneva.
Chi a cingersi le spalle, altri ad abbracciarsi forte: il piangere sulla spalla l’un dell’altro, un ritorno a quell’infanzia, dove si cercava la rassicurante consolazione d’amorevoli braccia, ora abbandonate, inerti, senza più volontà.
Via via, scorrendo quella corona pregante e cantilenante - un allungato serpentone che talvolta si stringeva, altre s’allungava nel lungo tragitto, quasi fosse un elastico - s’arrivava a veder la coda dove, con insofferenza e nervosismo, teneva dietro anche l’impazienza d’automobili, costrette a passo d’uomo.
Seguendo a ritroso la lunga fiumana d’umane fragilità, il dolore e l’angoscia andavano scemando, man mano che il richiamo e la voce del sangue diluiva, per poi sciogliersi come neve al sole.
Nel mezzo agli amici, poi conoscenti, vicini e dirimpettai, giù giù, ad arrivare a chiudere, nella rappresentazione della curiosità e nell’ipocrita e indifferente presenza di chi era felice d’essere al seguito e, del funesto avvenuto, solo comparse !
SCARPA SABOT SABOT SCARPA DONNA FRAU 93L0 PELLE ACCIAIO 3a709eSCARPA SABOT SABOT SCARPA DONNA FRAU 93L0 PELLE ACCIAIO 3a709eSCARPA SABOT SABOT SCARPA DONNA FRAU 93L0 PELLE ACCIAIO 3a709e
In quella bara nera, come nero era il carro, i becchini, l’impresario delle pompe funebri e persino i cavalli, era lei: una delle tante meravigliose mamme di questo mondo, che aveva imbeccato e cresciuto quei figli, ora ingrigiti, e amato i nipotini, che n’erano satelliti.
Tutta la sua famiglia: la sua fierezza, il suo orgoglio, dopo che il suo amato morì, precedendola in un viaggio che ora è suo;
“Il vecchio”, come con rispetto e soggezione lo chiamavano i maturati figli, lei l’aveva sempre e affettuosamente appellato con “papà”, a fargli capire quanto lo amava, protetta e sicura tra le sue braccia.
Alla “màmi”, come tutti la riconoscevano, più di ruolo che per nome, il marito - il suo “papà” - era d’allora mancato in modo lacerante, come se ad una pianta fosse stata strappata la crosta, tanto quasi da cedere alla pietosa rassegnazione, che portava ad abbandonarsi, alla ricerca dell’infinito sonno, l’unico a stordire la sofferenza, a rendere la strappata pelle.
Solo gli occhi dei figli, ancora implumi ed indifesi, imploranti e gonfi di pianto, la levarono da quel torpore: i loro bambini, i testimoni nella staffetta della vita, la famiglia !
E da lì originò forza e provvidenza, tenacia e ostinazione, caparbietà, sudore e sacrificio, notti e giorni di pianti soffocati, tempi di patimenti ed umiliazioni nascoste, come le tante ferite diventate cicatrici: un fagotto pesante su provate e stanche spalle, sulla piegata schiena.
Quasi all’arrivo, in vista del piccolo cimitero - in quella pace accantonata ma mai dimenticata, dove stava il letto del suo amato - punto d’arrivo per lei, iniziava l’abbandono dai vivi che, tra un lamento e asciugar di lacrime, dovevano pensare alla nuova parte, studiare recita e copione: pensare al dopo.
A chi la terra ? E chi avrà la casa, i soldi, ricordi, i ninnoli e i resti ?
Ognuno a cercare d’accomodarsi al meglio, aver di tornaconto, a passare poi di mano i ruoli, in quell’immenso teatro che è la vita, dove la rappresentazione deve andare avanti, cambiando solo d’attori, ma stessa locandina, per uno spettacolo - lui sì - immortale: la famiglia !

Nella vecchia dimora, ancora fissati con delle puntine scolorite, un poco accartocciati o lì lì per cadere, alcuni disegni di mano infantile, così come per la scrittura che inizia con una tremula, gigantesca, incerta e sofferta grafia: “Cara nonna…”.
Fuori, appeso, defilato, quasi se chi l’ha messo provasse vergogna, un cartello: “In vendita”.
Altri racconti andranno a mormorare, quelle vecchie mura…altri saranno ad incidere voci e storie di famiglia.
104832-1592 PLEASER fab-420 PUMPS tagliato larga BIANCO us-9 EUR 39,SCARPA COL TACCO GAI MATTIOLO DELLA LINEA FASHION LOVE TO LOVE IN VERNICE NERA,Da Donna Clarks con Tacco Décolleté-Dalia RoseDecolletè Maculate Glitter Oro Tacco Alto 15 Plateau Sexy PLEASER TEEZE-37,Splendida Hugo Boss pelle taupe tacco alto NP: W NUOVO + OVP Pumps Scarpe Tg. 39,S. Oliver DA DONNA PUMPS ZEPPA Ballerine 5-22408-30 tg. 36-41 papaya NUOVOTOD'S Scarpe in Pelle Italiana POMPE 38/5 costo Mocassino Scarpa,Easy Spirit Da Donna CARMELA in pelle punta chiusa POMPE classico,scarpe donna GIANNI MARRA decolte rosa velluto BX87,FLY di Londra nuovo in pelle nera tacco a zeppa e Yesk Sandali Scarpe Cinturino alla Caviglia 8 41SEXY! scarpe sandali camera MARYLIN rosa TACCO 7,5 dal numero 35 al 46 !,Clarks Scarpe Da Donna Balmer Primavera Pelle Nera D,Favolizioso Gala - 08 Sandalo cinturino alla caviglia trasparente-Lampone/Lampone opaco,Splendido BELLISSIMO oro Morbida Pelle Metallizzata Sandali ALL DIETRO-/EU 39Trendy décolleté Scarpe da donna Stilettos bw38077 tacchi Sandali Plateau Nero 35Nicole Farhi Da Donna Marrone Pelle Intrecciato Pompe Tacco E Plateau Misura (7),Rieker Donna 53851 in Pelle con Cerniera Casual Eleganti Con Tacco Basso Scarpe Alla Caviglia Pantaloni,Irregular Choice Dazzle Razzle Nero Da Donna Décolleté,Stunning Ralph Lauren Golden Skin Texture Leather High Heel Pumps Size 8.5 UKMARK LEMP CLASSICS DA Donna Callie Pompe Punta Quadrata classicaAna Lublino Tove _ RED-DATE scarpe da donna, décolleté, tacco alto, ROSSO, TG. 38,FISCHIETTI Nuovo di Zecca FLORIO piattaforma Mule Tan TagliaOnorevoli Padders EXTRA WIDE RACCORDO Zeppa Scarpe Stile-Juliet,ALS16 2018 Donna Sexy Corda Cross-legato Copertura Tacchi Alti Estate Sandali Gladiatore,Da Donna con estrema tacchi alti 5" SEXY nero A PUNTA PUMPS COURT in finta pelle scamosciata,LYDC Designer Cristallo Gem Festa Di Nozze Sposa Tg,Prezzo SPECIALE! Dirndl Scarpe NUOVO! Trachten Scarpe elegante pelle scamosciata Scarpe da donna tg 40,Sam Edelman Lorissa NUDO TACCHI ALTI UK4/4.5 37/37.5 impreziosite da borchie, cristalliArnaldo toscani SCARPE DA DONNA PUMPS Tacchi Sera Scarpe BusinessDa Donna Irregular Choice Nick of time giallo con tacco Décolleté TAGLIA SZ,.

SCARPA SABOT SABOT SCARPA DONNA FRAU 93L0 PELLE ACCIAIO 3a709e

Per chi avesse la ventura d’arrivare a Milano e percorrere Corso Europa, fino al punto in cui si congiunge a Via Larga, subito l’attenzione andrebbe alla frastagliata cresta delle guglie del Duomo, la cui maestà già s’indovina oltre le mura che ancora si frappongono, interrotte dallo spiazzo dove sonnecchia la famosa fontana da cui la piazzetta prende nome.
Distratti ed ammaliati pochi colgono, al lato opposto, la striscia di verde di un giardinetto, piccolo, ma abbastanza a fare di luce ombra, oltre che alle genti, anche ad un vecchio dormiente;
infatti, defilato, leggermente di sbieco, riposa un antico ossario, ben più anziano di quella chiesa che la devozione umana le diede poi come compagna: San Bernardino alle ossa o dei morti.
Un tempo antico questa zona, fuori le mura, era conosciuta come il verziere, per la presenza di orti, o brolo, dal celtico, ad indicare una parte recintata vicino ad un palazzo.
In questo luogo la necessità fece sorgere un ospedale - del Brolo, appunto - che, come legge voleva, doveva avere accanto un proprio cimitero, così come i fratelli minori a lui attorno.
Quando destino volle che, anche per le mura, fosse giunto il momento della scomparsa, ci s’interrogò su cosa fare dei resti di tante sfortunate anime, e da qui la pietà porto alla loro raccolta e riunione.
La famosa livella, che almeno nella morte funziona, chiese che, nell’estremo all’appello, fossero tutti chiamati;
una scritta accanto ad un cranio, a dar voce ed ammonire: “Io ero come tu sei, tu sarai come io sono !”.
La vocazione di questo luogo nel manifestare ritrosia a farsi trovare, la si coglie varcando i portoncini d’ingresso: eccoci imprigionati in uno spazio di diverse taglie troppo piccolo.
Chi entra da sinistra si ritrova una parete, dove è appeso un severo ed imponente quadro della crocifissione, che a vederlo viene da immaginare un Gesù inchiodato di notte: secoli di candela hanno dipinto a carboncino, con il nerofumo.
Santa Teresa e Sant’Antonio da Padova vigilano, inflessibili ed ammonitori, ai lati di un’ampia apertura a volta, una breccia che porta in ben altro ambiente, a riversare luce e spazio e dilatare confini: da lì s’entra nella chiesa vera e propria, ma non è la nostra mèta.
La fortuna invece arride a chi sceglie d’entrare dalla porticina a destra;
il sorriso tenero e dolce della madonnina lo accoglie: le braccia aperte ed abbassate sembrano indicare due pertugi, a lei di lato.
L’uno ci porta nello spazio angusto dove sta Giancarlo, il custode, la memoria storica dai capelli bianchi.
Un personaggio, una miniera d’informazioni…ma è ancora presto perché entri in scena: lasciamolo tra le sue carte, in un’avida e infinita ricerca.
A fianco, avaro di luce, un breve corridoio, ricoperto alle pareti di cuori trafitti: non sono graffiti d’innamorati, ma devozioni alla Vergine Maria.
D’improvviso, una lama di luce: siamo tra loro !
La sorpresa coglie impreparati: l’accesso non è nel mezzo, ma a lato della cappelletta, e ci si deve girare di lato, appena entrati.
E allora, è come se qualcuno o qualcosa t’avesse risucchiato l’aria dai polmoni: ti accerchiano, ti scrutano, t’osservano dall’alto e dal basso, di qua e di là, come uccellini che accorrono quando butti il pane !
Tibie, femori e stinchi, frammenti, teschi e mandibole sdentate, ma - Signore Iddio ! - furono bimbi !
Tante piccole testine, tante orbite vuote, attorno alla porta, agli angoli, a disegnare una croce sulle pareti;
e lassù, sul cornicione, che t’osservano curiosi, come fanno i passerotti sul filo.
Lunghe file di lumini, nei loro bicchieri rossi, riverberano la fiamma; tremolii di luce ed ombra, come tante dita che indicano ed invitano gli angeli, dipinti sul soffitto: “Guardate quaggiù: c’è rimasta ancora anima di bambino da traghettare in Paradiso !”.
Ci fu un tempo in cui, frammisti, c’erano resti d’adulti: ai piedi del vecchio altare erano affastellati, annodati e confusi, pronti a tornare polvere.
Sopra al mucchio, un corpo quasi intero, cui la morte fece grazia d’esser quasi mummificato: braccia tese e scheletrite, la testa rovesciata all’indietro, nella rigidità dell’ultimo spasmo.
Di questi non rimane più nulla: forse si sono persi nei tanti rifacimenti o, coperti da un sudario di ragnatele, giacciono abbandonati in qualche scantinato.
Oppure no: gli angeli li hanno tutti portati in cielo !E per noi, sarà il buon Giancarlo, come Virgilio per Dante, a portarci fuori dalla selva oscura...nel mezzo del cammin di nostra vita" !